Il Venezia passa al Comunale 0-2 E’il momento di tenere la barra dritta

Come spesso ama dire il Presidente Gozzi in situazioni difficili : è il momento di tenere la barra dritta. Premettendo che già parlare di calcio in un frangente come questo fa sempre un certo effetto, fa effetto ogni giorno leggere i bollettini di contagi e quarantene tra staff e giocatori che condizionano l’attività degli stessi, è evidente che il momento per l’Entella non è dei più felici soprattutto sul piano dei risultati. Come abbiamo sempre ripetuto nelle settimane precedenti, pur tra mille difficoltà questa era una squadra che non mollava mai e si parla al passato perché oggi dopo  il primo gol del Venezia la squadra è sparita dal campo come non era mai avvenuto ed è forse questo l’elemento più preoccupante in prospettiva, una  mancata reazione che sa di resa, un crollo emotivo inaspettato.

Che non sarebbe stata una stagione semplice si era capito fin dal ritiro terminato con in dote diversi brutti e lunghissimi infortuni tra cui quelli di Pellizzer, Schenetti, Mancosu, Crimi e Rodriguez. Le settimane successive non sono state molto meglio sotto questo aspetto con gli stop lunghi o lunghissimi di  Nizzetto, Settembrini, Morra e, più recentemente, quelli di Costa Paroni e Pavic insieme alla positività di Russo. Un vero e proprio bollettino della sfortuna con il quale Tedino ha sempre convissuto dignitosamente riuscendo a dare una certa fisionomia alla squadra basata su meccanismi collaudati in difesa, una buona cintura a centrocampo ma anche  un vulnus mai superato nel reparto offensivo.

Lottando spesso con i denti l’Entella è riuscita ad uscire indenne da terreni difficili come quelli di Cosenza, Frosinone e Brescia guadagnando nel frattempo l’accesso al 4 turno di coppa Italia contro il Torino. Certo pesano, e non poco, le 3 sconfitte interne contro Reggiana, la più evitabile, Lecce e quella odierna contro il Venezia. Non ci addentriamo in alchimie tattiche o questioni su moduli più o meno efficaci, serve realismo serve capire che dai giocatori che ha avuto ed ha attualmente a disposizone, probabilmente Tedino ha tratto il massimo, considerato che anche altri giocatori, come Morosini, sono stati disponibili a singhiozzo.

Il tecnico ha saputo valorizzare e rendere partecipi quei giovani come Bonini, Cleur, Koutsoupias, Petrovic  e Brescianini che naturalmente spesso pagano il dazio dell’inesperienza ma che hanno anche mostrato di meritare le chance che l’allenatore ha dato loro. Purtroppo come quasi sempre accade nel calcio, al netto di tutte le attenuanti possibili, sono i risultati a fare rumore nel bene e nel male, questo per l’Entella  è certamente il momento peggiore da gestire. Intanto perché non si può gestire come si farebbe di solito quando, cioè, la società in primis starebbe vicina a squadra e tecnico, in questo momento nemmeno questo è concesso perché anche i contatti quelli umani sono limitati al minimo, non c è coesione forzatamente, c è l’allenamento asettico, le precauzioni costanti, e poi via ciascuno a casa sua cercando di evitare contatti pericolosi allentando inevitabilmente quegli aspetti che cementano un gruppo dentro e fuori dal campo.

Non è assolutamente facile fare calcio in questo modo soprattutto se, come detto, vengono a mancare i risultati e conseguentemente l’entusiasmo. Il rischio è quello di adagiarsi ad attendere soluzioni miracolose che probabilmente non esistono, rimane cosi sempre buona la soluzione del lavoro sul campo l’unica in cui tecnico e squadra devono credere fermamente, nella speranza di poter recuperare al più presto tutti i protagonisti di questa stagione certamente in salita ma tutta ancora da pedalare.

marcobianchi