Entella spenta, la Salernitana la sovrasta e vede la serie A 0 – 3

Diventa davvero difficile decifrare l’attuale momento della squadra di Vivarini, La matematica lascia ancora speranze che sembrano sempre più labili soprattutto perché non si trovano segnali tangibili in un gruppo che mai come oggi ha dato l’impressione di non avere più risorse fisiche e mentali soprattutto, per lottare ancora.

La differenza di motivazioni nella partita di oggi è apparsa evidente da subito, la Salernitana è in piena lotta per la promozione diretta e per di più è una delle squadre più strutturate sia tecnicamente che fisicamente per centrare l’obiettivo. Magari non farà felici gli esteti del calcio che ritengono Castori un allenatore vecchio stampo, ma certamente sono sotto gli occhi di tutti i numeri dei granata mai competitivi come in questa stagione.

L’uno due piazzato dopo un quarto d’ora di gioco è subito suonato come una sentenza per l’Entella che in poche occasioni si è affacciata pericolosamente dalle parti di Belec. La squadra biancoceleste pare non rispondere nemmeno più alle sollecitazioni del proprio allenatore che proprio alla vigilia aveva fatto leva anche sulla professionalità e sull’orgoglio dei propri giocatori per cercare di alimentare le motivazioni.

Come detto la Salernitana non era certamente un avversario ideale in queste condizioni e non è un caso che un minimo di vivacità si sia vista proprio nel finale quando dalla panchina si sono alzati i più giovani del gruppo, Marcucci, Andreis al suo secondo gettone in categoria e Meazzi, faro della Primavera biancoceleste che ha esordito nei cinque minuti finali, pochi ma sufficienti per creare un paio di situazioni pericolose e uno dei rari tiri finiti tra i guanti di Belec. Senza dubbio sono state le uniche note liete di un sabato da dimenticare assieme a tanti altri.

Probabilmente una finestra su un  futuro ancora tutto da scrivere che la società ha inevitabilmente già iniziato a pensare. Resta però il dovere di non rendere questo finale di campionato un vero e  proprio calvario, orgoglio e dignità in questo senso possono essere due leve efficaci da azionare al più presto.

               

marcobianchi