Entella deludente, la Cremonese la condanna 0 – 2

Ancora una delusione, l’ennesima di questa stagione tribolata e che anche negli episodi pare inevitabilmente segnata. Sono diversi i segnali che durante l’anno hanno fatto capire che per l’Entella questa sarebbe stata una stagione a dir poco sofferta. Segnali arrivati già dal ritiro di Ronzone dal quale la squadra scese decimata da infortuni importanti e di non breve durata, dalle difficoltà conseguenti per Tedino a costruire un gruppo squadra competitivo, a forgiare i giovani da inserire nell’undici di base e al tempo stesso essere subito pronto ad un campionato rivelatosi impegnativo al di sopra di ogni più alta aspettativa.

Tutte difficoltà pagate ben presto con il cambio in panchina dal quale non è scaturito un cambio di passo nei risultati e nelle prestazioni troppo spesso altalenanti. L’epilogo con ogni probabilità è stato scritto oggi al Comunale dove in passato si erano sempre costruiti i maggiori successi dei biancocelesti. Inutile sottolineare errori o responsabilità le valutazioni saranno fatte a suo tempo da chi come il Presidente ha sempre dimostrato di saper gestire ogni tipo di situazione.

Sicuramente va rinfrescato un vecchio adagio che recita: per capire dove siamo è necessario ricordare da dove siamo venuti. Le aspettative per una piccola società come la nostra impegnata in un anno denso di difficoltà logistiche, economiche, organizzative e, non ultimo, tecniche sono probabilmente altissime e almeno per quest’anno non sopportabili.

E’indubbio che un’altra retrocessione peserebbe soprattutto sul settore giovanile che aveva appena assorbito quella di due anni fa tornando protagonista a livello nazionale competendo alla pari con le più forti realtà del panorama professionistico, ma giova ricordare che proprio nell’anno dell’ultima Lega Pro la squadra di Castorina seppe regalare altri due trofei prestigiosi a dimostrazione che si può e si deve saper lavorare bene in tutti i contesti.

Rimane sicuramente da onorare un campionato che è lungo abbastanza per ridare un pò di dignità ad una società che rimane nel complesso una delle più belle realtà a livello nazionale, una credibilità ottenuta negli anni e riconosciuta un pò da tutti gli addetti ai lavori. Il mare è sicuramente in tempesta ma il timone è ben saldo nelle mani di chi non ama i naufragi.

   

marcobianchi