All’Olimpico emozioni e magia. La Roma batte una buona Entella

L’immagine che più di tutte resterà nella memoria di questa storica serata dell’Olimpico è sicuramente quella della squadra al completo sotto lo spicchio di tifosi biancocelesti che, generosi, eccitati e giustamente orgogliosi hanno sostenuto i ragazzi di Boscaglia per tutti i 90 minuti al di sopra della delusione numerica portata dal risultato. Il presidente Gozzi l’aveva fatto prima dell’inizio della partita ricambiato ed osannato da quello che lui stesso chiama il popolo biancoceleste.

L’Entella e Chiavari hanno dato vita, davanti alla platea giallorossa e soprattutto a quella più vasta della diretta televisiva Rai, ad uno spot non soltanto di carattere sportivo. La compostezza degli oltre 600 tifosi e lo schieramento per niente ostruzionistico o eccessivamente timoroso di Nizzetto e compagni hanno permesso a tutti di conoscere sul campo le gesta della società chiavarese, troppo spesso citata anche a sproposito in tutt’altri ambiti e di godere di una partita divertente, impreziosita dalle qualità tecniche sopraffine degli uomini di Di Francesco e della splendida cornice offerta dalla Gradinata Sud Giallorossa che ha cantato incessantemente per 90 minuti eccedendo forse di acredine nei confronti dell’Entella che peraltro non vanta alcuna rivalità particolare nei confronti dei tifosi della capitale. Per contro invece va sottolineata la gentilezza e la completa disponibilità ed efficienza di tutta la dirigenza giallorossa

Rimane impressa nella memoria di tutti quelli che amano l’Entella l’emozione di essere arrivati nell’olimpo del calcio nazionale, di aver giocato almeno per un tempo alla pari contro una delle squadre più forti d’Europa e di essere uscita a testa alta pur con il peso, mai come questa volta leggero, della sconfitta. Sono tante le immagini offerte da questa trasferta, dai tifosi sparsi ed ammirati nella capitale nelle ore precedenti la partita, ai pullman giunti soltanto pochi istanti prima del fischio d’inizio che hanno testimoniato la voglia di esserci anche di chi, ultimamente, aveva un po’abbandonato il Comunale scottato dalla retrocessione, questa serata può servire anche a questi tifosi per comprendere che la loro squadra è più viva che mai e più determinata che mai a riprendersi quanto lasciato sul campo lo scorso anno.

Non è un caso che tutti i giocatori intervistati a fine partita abbiano espresso la speranza e il desiderio di ritrovare tutti questi tifosi anche nelle prossime partite casalinghe di campionato. Lo merita l’impegno di questi ragazzi che non si sono per nulla lasciati travolgere dalle chiacchiere ma hanno tenuto saldamente la testa sul campo e sul lavoro quotidiano spronati da un tecnico ed uno staff altrettanto concentrati sull’obiettivo di questa stagione. Entella Roma tuttavia è stata anche una partita di calcio che è iniziata nel peggiore dei modi se è vero che dopo soltanto 35 secondi Schick sorprendeva tutti con un colpo di tacco a correggere un bel cross di Under a sua volta troppo libero di agire dopo il calcio d’inizio.

Poteva essere il preludio di una giornata nera ed invece l’organizzazione del gioco chiavarese lo stare in campo ordinati e determinati ha permesso ai biancocelesti di conquistare campo piano piano e, oltre a limitare i rifornimenti al devastante attacco giallorosso, hanno provato ad impensierire in più di un occasione la difesa, meno devastante, della squadra di Di Francesco. Clamorosa quella capitata sui piedi di Eramo che a due metri da Olsen ha raccolto la respinta dello stesso portiere danese sull’insidiosa punizione di Nizzetto ma ha calciato addosso allo stesso estremo giallorosso strozzando in gola ai tifosi la gioia del pari. La stessa gioia provata per alcuni secondi quando Mota Carvalho in una ripartenza eludeva lo stesso Olsen segnando un gol inizialmente convalidato dal direttore di gara poi giustamente ravvedutosi su suggerimento del Var. Lo stesso meccanismo che aveva portato ad annullare il gol di Marcano poco prima.

Il difensore giallorosso, subentrato per l’infortunio occorso a Juan Jesus, proprio allo scadere del primo tempo segnava il gol che più di tutti pesava sulla partita raccogliendo l’ennesimo tacco di Schick e battendo Paroni nonostante l’estremo tentativo di quest’ultimo. Un paio di disattenzioni pesanti quelle relative ai gol subiti, pur con l’attenuante della grande qualità tecnica nelle giocate dei campioni romanisti. La ripresa iniziava ancora con un accellerata della Roma e con il secondo gol di Schick. Ma neanche a questo punto l’Entella, pur sbandando, si disuniva e grazie ai cambi riusciva con Mancosu, all’esordio in biancoceleste, a segnare un bellissimo gol vanificato ancora una volta da un iniziale posizione irregolare.

Un paio di parate importanti di Paroni tenevano a galla i biancocelesti ma la Roma continuava a macinare gioco mettendo in campo a tratti straordinaria lucidità e velocità  di manovra,  segnando anche il 4° gol con Pastore bravo a finalizzare l’ennesima manovra in rapidità. I ragazzi di Boscaglia avevano un ulteriore sussulto di orgoglio proprio nel finale con due conclusioni di Icardi e Nizzetto sulle quali Olsen non si fa sorprendere. Gli ultimi sussulti di una giornata da ricordare a prescindere ma che ora deve necessariamene andare in archivio per far spazio al campionato che torna prepotentemente offrendo subito una lunga trasferta in Sardegna per affrontare nel giro di pochi giorni prima l’Arzachena e tre giorni dopo l’Olbia.

A quel punto Roma e l’Olimpico saranno solo un ricordo anzi uno splendido ed indelebile ricordo.

                                 

marcobianchi