Crollo a Cesena: al Manuzzi finisce 3-0

Una prestazione disarmante che è difficile spiegare, commentare disaminare. L’Entella che non ti aspetti perché comunque sono piu di due mesi che la squadra ha ritrovato la sua identità e pur tra le consuete difficoltà di assenze ed infortuni ha messo in campo sempre quella determinazione quello spirito di squadra che serve in questi momenti in queste situazioni di classifica. Quella di oggi invece è stata una partita di un altro campionato, come se la classifica non fosse quello che è come se i risultati delle dirette avversarie non fossero giunti alle orecchie dei nostri calciatori come se i tre punti in palio al Manuzzi fossero qualcosa di superfluo.

Non ci sono scusanti non ci sono motivazioni tecniche perché il Cesena non ha fatto nulla di trascendentale per meritare questi tre punti, purtroppo i romagnoli hanno giocato da soli perché l’Entella non è proprio pervenuta ed anzi ha fatto di tutto per agevolare il compito degli uomini di Castori. Oltretutto quella cesenate era una squadra in grosse difficoltà anche di organico, ed è forse per questo che i padroni di casa hanno sopperito con un ardore agonistico adeguato che tuttavia era lecito aspettarsi. Aglietti a fine partita come sempre ci ha messo la faccia e si è assunto probabilmente anche responsabilità non sue parlando di cio che non è riuscito a trasmettere alla squadra alla vigilia di questa partita.

Il problema è che troppi giocatori oggi erano irriconoscibili e non si parla di aspetto tecnico quanto di approccio alla partita ad una partita che si sapeva bene quale importanza rivestisse. Risulta difficile accettare come si sono presi i due gol iniziali con disattenzioni clamorose o cali di concentrazione possiamo chiamarli come vogliamo ma non cambia la sostanza. Riesce difficile anche pensare che qualche giocatore non abbia capito cosa significa la salvezza, la conferma della categoria per una piazza come la nostra con tutti i suoi difetti nelle “misure” e altri aspetti ma meritevole per quanto questa società sa dare ai propri giocatori in termini di organizzazione, attenzione ai minimi dettagli e non ultimo regolarità nei rapporti professionali.

No non ci sono proprio scuse per accettare una sconfitta del genere serve solo che ognuno si faccia le sue riflessioni e ritrovi al piu presto cio che serve per dare dignità alla squadra ad un gruppo di lavoro che spesso elogiamo per la sua serietà per l’impegno costante ma che oggi diventa davvero impossibile difendere in una domenica che vogliamo soltanto dimenticare. Non c è nemmeno troppo tempo per cercare soluzioni o risposte perché sabato prossimo c è un’altra partita che è soltanto da vincere per tenere distante una diretta concorrente ed acquisire diritto negli scontri diretti ma soprattutto per ritrovare quella dignità persa clamorosamente oggi.

                                                       

marcobianchi