Ancora una beffa nel finale, al Tardini vince il Parma 3 – 1

Come in un film gia visto l’Entella torna a mani vuote da Parma al termine di una partita che fino a dieci minuti dalla fine pareva difficile da perdere per come si è svolta. Ancora una volta sono gli episodi a cambiare l’epilogo della gara e con esso il giudizio almeno quello immediato sulla prestazione della squadra di Castorina. Tuttavia se si vuole esprimere una valutazione equilibrata, obiettiva, che non tenga conto unicamente del risultato e delle facile profezie del “senno di poi”, non si può parlare di disfatta o di prestazione negativa..

L’Entella è una squadra che sta costruendo partita dopo partita la sua identità, cosi è stato per le cinque gare positive dove in un crescendo di prestazioni e condizione si erano conquistati 10 punti e non tutti scontati. Lunedi sera è arrivata una battuta d’arresto contro l’Empoli ma nel contesto di una partita giocata alla pari con i toscani e decisa da episodi tutti negativi per i biancocelesti dall’autorete alle respinte miracolose di Provvedel ma nel complesso il valore del gioco espresso è stato all’altezza del quotatissimo avversario. Oggi era tutta un’altra partita nella quale Castorina ha dovuto gestire le risorse in vista del turno infrasettimanale proponendo un ampio turn over come fatto a Pescara per esempio e tutti ricordiamo come andò a finire quella partita che a 15 dalla fine sembrava una disfatta da addebitare all’eccessiva turnazione dei giocatori e che dopo la meritata rimonta divenne il simbolo di un gruppo dai valori omogenei.

Come detto le profezie del “senno di poi” lasciano il tempo che trovano e sono buone solo per le chiacchiere, il campo ha detto di un Parma che ha sbloccato la partita su calcio piazzato senza che in precedenza Iacobucci avesse svolto lavoro straordinario. Ha detto di un Entella timida nel primo tempo e decisamente arrembante nella ripresa con gli stessi interpreti rivedendo soltanto qualcosa nell’atteggiamento. Castorina presentava una sorta di 4 3 3 solido in difesa, a parte la sbavatura nel gol subito, compatto a centroacampo con  Crimi Palermo e Di Paola, poco incisivo davanti nonostante l’impegno di Luppi, La Mantia e Diaw forse il più spaesato dei 3. Nella ripresa la partita è passata in mano ai biancocelesti che subito ci provano con Luppi, e poco dopo trovano il pari: Di Paola batte una punizione sul secondo palo dove Pellizzer è bravo a rimettere al centro per Luppi che deve solo accompagnare la palla in porta. Passa un minuto e Diaw se ne va sulla destra crossa al centro e Iacoponi per anticipare La Mantia mette in angolo. Ancora La Mantia gira bene ma centralmente l’angolo successivo.

Castorina richiama Diaw per Aramu e poco è costretto a rinunciare a Crimi rimasto colpito, inserendo Ardizzone. Il Parma sembra in difficoltà e l’Entella gestisce il gioco tra qualche brusio dei tifosi ducali. D’Aversa cerca di dare energia alla sua squadra inserendo Insigne.  I chiavaresi cercano di rallentare il ritmo ma sono quasi “tentati” dalla apparente immobilità dei padroni di casa che faticano ad arrivare dalle parti di Iacobucci.  Entra anche Troiano per Di Paola.   A nove minuti dalla fine l’episodio che decide la gara: su un angolo per l’Entella La Mantia si libera bene ed ha la porta spalancata per la deviazione di testa che sbuccia soltanto mettendo palla sull’esterno, sul seguente cross di Belli prevale la voglia di far gol su quella di guardarsi le spalle e neanche a dirlo sulla respinta della difesa si innesca il contropiede del Parma portato avanti a tutta da Insigne che sulla trequarti porge palla a Calaiò ancora indisturbato il quale da quella posizione di solito non sbaglia. Sinistro all’incrocio imprendibile per Iacobucci e Tardini che esplode.

Per l’Entella  una mazzata difficile da metabolizzare. Il Parma ritrova energia e lucidità e al 90° Dezi sciupa un rigore in movimento favorendo un recupero miracoloso di Pellizzer.  Ci provano i chiavaresi fino all’ultimo offrendo il fianco ancora al contropiede ducale finalizzato da Insigne che chiude la partita tra il tripudio dei tifosi emiliani. Se già la sconfitta è difficile da accettare figurarsi con queste dimensioni. Tutte le sconfitte fanno male è indubbio ma non si può negare, al di la di tutte le dietrologie e delle saccenze legittime di tifosi e addetti ai lavori, che anche oggi la squadra è parsa viva nello spirito e nelle gambe, ha confermato di avere una propria identità a prescindere dagli interpreti, ha confermato carattere nel recuperare il risultato per la quinta volta in dieci partite di cui 4 in trasferta, tutte doti che non possono essere sopraffatte dalla delusione del risultato.

Certo Castorina e i suoi ragazzi sanno bene che bisogna imparare a gestire meglio il risultato in certi frangenti della partita per non incappare in situazioni come quelle di lunedi e di oggi ma da qui a cancellare tutto quanto di buono fatto fin qui ce ne passa, come sempre serve equilibrio lo stesso che sarà utile a tutto il gruppo biancoceleste per preparare al meglio la prossima partita di Martedi sera contro una Cremonese scorbutica solida e spesso cinica. L’esperienza di Coppa Italia dovrebbe aver insegnato qualcosa anche in questo senso. Ultima annotazione per gli oltre 200 tifosi che hanno accompagnato la squadra al Tardini scrivendo una delle più belle pagine soprattutto in trasferta. Martedi servirà molto di più anche da parte del pubblico per riassaporare il gusto della vittoria e riassestarsi in una classifica che continua ad essere cortissima e figlia di un campionato che ad oggi vede regnare grandissimo equlibrio, gia ….sempre quello. 

                                                                               

marcobianchi