Entella con il cuore: punto d’oro all’Adriatico 2-2

Soltanto una squadra “mentalmente in salute” proprio come l’aveva vista in questi giorni il suo allenatore poteva portare a casa un punto da un campo difficile come quello di Pescara in una partita nella quale a 15 minuti dalla fine ti trovi sotto di due gol. L’Entella questa sera ha dimostrato di voler continuare a grandi passi il suo percorso di crescita in una settimana intensa con pochi allenamenti tante partite insidiose.

La trasferta in abruzzo non era assolutamente semplice proprio perché al centro di questa settimana intensa vuoi per la distanza e l’orario serale che obbliga la squadra a tornare domani a Chiavari e scendere subito in campo, vuoi per il valore dell’avversario che si sapeva poteva avere qualche amnesia difensiva ma che una volta di più ha messo in mostra la facilità con la quale produce gioco e gol pur se le reti subite questa sera sono frutto di giocate individuali più che manovre corali.

Inevitabile un mini turnover per affrontare al meglio i 3 impegni in sette giorni cosi Castorina lasciava a riposo Pellizzer, Brivio, Nizzetto, Di Paola, Eramo e De Luca fornendo un occasione a Benedetti, Baraye, Aramu, Ardizzone,  Palermo e Diaw. Tutti hanno risposto al meglio fin dai primi minuti nei quali è proprio l’Entella ad impattare meglio sulla partita tenendo il comando del gioco ed arginando le ripartenze dei pescaresi. Poi però al primo lampo i padroni di casa accendono la partita con una prodezza di Capone che si gira dal limite e pesca l’angolino alto alla sinistra di Iacobucci. Un gol che disorienta l’Entella le fa perdere fiducia allungando le distanze tra i reparti, producendo troppi errori di misura e una difesa affannosa dei proprio sedici metri. Il Pescara dal canto suo non affonda più di tanto  ed impegna Iacobucci con un tiro di Del Sole deviato in angolo.

Nella ripresa ci si attendeva un Entella più arrembante e invece sono ancora gli abruzzesi a comandare il gioco. Mazzotta ci prova due volte, la prima trova la parata di Iacobucci la seconda trova un incredibile traversa a respingergli la conclusione ravvicinata. È il preludio al raddoppio che arriva a metà ripresa ancora su una giocata individuale: Brugman riceve palla ai 20 metri si accentra leggermente e fa partire un destro preciso che si insacca a fil di palo. Sembra finita per l’Entella ravvivata però dai cambi decisi da Castorina: dentro La Mantia per Aramu e Nizzetto per Ardizzone. I biancocelesti si fanno via via più intraprendenti. La squadra di Castorina era viva e lo si vedeva nella corse ovunque di Diaw, nei contrasti intensi di Palermo e Troiano, nella solidità della coppia Benedetti Ceccarelli. Insomma i biancocelesti ci credevano e il gol arrivava. 

La Mantia serviva in area Diaw che sulla linea di fondo rimetteva a centro area per Luppi un pallone da spingere a rete per riaprire la partita. Castorina giocava il tutto per tutto togliendo proprio Luppi per la freschezza di De Luca. Il Pescara sembra in crisi più psicologica che tecnica, incapace di riprendere a sviluppare gioco, e attanagliato dalla paura di ripetere l’andamento delle ultime due partita nelle quali è stato rimontato due volte 3-0 3-3 e 0-2 2-2.  L’Entella fa leva proprio su questo e attacca anche di rimessa. Alla mezzora la rimonta è servita: Nizzetto apre il gioco da sinistra a destra dove De Luca arriva sul fondo e mette al centro un pallone sul quale Diaw fa un movimento da grande punta e tocca imparabilmente per Pigliacelli mettendo palla nell’angolino distante. La panchina biancoceleste esplode al pari della gioia tra gli undici in campo.

Il Pescara accusa il colpo ma il valore dei suoi singoli mette sempre paura la paura di subire una beffa che a quel punto sarebbe durissima da accettare. I biancocelesti dimostrano personalità nel gestire il finale di partita ma proprio allo scadere ci vuole l’ennesimo miracolo di Iacobucci per salvare un tiro ravvicinato di Brugman sul pallone che chiude il match. Per il Pescara è un incubo che ricorre mentre per l’Entella è  il secondo punto in trasferta e un altro passettino verso quella condizione e convinzione di squadra che Castorina e i suoi ragazzi inseguono dai primi giorni di ritiro.

Cinque partite sono troppo poche per stilare giudizi ma è evidente che i progressi ci sono e che come detto ad inizio campionato la squadra per come e quando è stata allestita necessita di un periodo di tempo per assimilare valori e intesa. Sabato arriva il Carpi che questa sera ha conosciuto la sua prima sconfitta proprio per mano di quel Foggia che in molti davano per squadra già avviata ad un campionato di sofferenza. Il Campionato di B è questo, lungo e difficile nel quale la costanza di rendimento è alla lunga l’elemento fondamentale per una stagione positiva. 

                                                                         

marcobianchi